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lunedì 14 aprile 2008

Un paese bipolare?

Spiegavo in questi giorni al mio coinquilino americano, deluso dalla sua avventura italiana, che Milano non è l'Italia. "Per trovare il meglio - gli dicevo - devi andare a Verona, Mantova, Bergamo, Padova, Perugia, Assisi, Napoli, Palermo, Lecce, Nuoro. Perché sai -aggiungevo - l'Italia è il paese dei cento comuni, delle piccole realtà legate ancora alle bellezze del territorio e alle cure familiari".

Parlando di famiglia, mi ha guardato male facendomi capire che la famiglia è un valore un po' più universale. Capito l'errore, sono tornato sui miei passi e ho cercato di spiegargli l'Italia attraverso la comicità di due nostri eroi: Totò e Sordi.

Gli ho detto che Totò rappresenta la comicità primitiva, teatrale, spontanea e dissacrante nel gesto apparentemente senza senso. "Conosci Arlecchino? Ecco, un po' come lui. Il teatro comico è nato qui, lo sai? Bene". "Sordi è invece una specie di comico d'autore, un po' più difficile da spiegare, te ne parlo un'altra volta".

Siamo andati su Youtube e gli ho mostrato la scena del treno di Totò, quella in cui sbeffeggia un rappresentante del potere, l'onorevole Cosimo Trombetta... "Aaah, e chi non conosce quel trombone di suo padre". Giù risate.

Ogni regione italiana ha sempre avuto - gli ho spiegato - la sua maschera, il suo comico. Poi, qualcuno più bravo diventava un simbolo nazionale capace di far ridere tutti e di irridere il potere. Ma nessuno, neanche Totò, è stato mai in grado di corrodere il potere, di logorarlo fino a migliorarlo o farlo cadere.

La comicità innata degli italiani non ha mai rappresentato una fonte di cambiamento, ma uno status quo. Non tanto perché i politici sono spesso più comici dei comici veri, ma perché noi tutti ridiamo e poi siamo contenti. Nessun comico, neppure Grillo, cambierà mai la politica italiana perché agli italiani piace ridere insieme, ma lottare in ordine sparso.

Oggi ha vinto Veltrusconi. Lo status quo semplificato a due grandi coalizioni.

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Il bipolarismo, come sogno e necessità politica italiana, risale almeno a trenta anni fa, a Berlinguer e Moro. Quella visione fu fermata col terrorismo, con le stragi, con i silenzi.

Quando iniziai ad interessarmi di politica, agli inizi degli anni '90, prima ancora di Mani Pulite c'era Bossi che diceva "Basta, Roma ladrona". A sbeffeggiare la politica con il celodurismo era un politico, non un comico. Bossi fu il primo personaggio fuori dalle ideologie comuniste, socialiste e democristiane a dire che c'era bisogno di qualcosa di nuovo. E molti lo seguirono.

Poi arrivarono i tribunali e le stragi di Palermo. Sembrava il momento buono per qualcosa d buono. Il bipolarismo, la politica dell'alternanza. Ma non era così. C'erano ancora le ideologie a rompere i maroni.

Oggi, definitivamente disintegrati pure i comunismi, fino alla loro completa sparizione dal nostro Parlamento, Bossi è il trionfatore, insieme a Di Pietro, eroe dell'epoca dei tribunali.

Ci sono voluti un po' di anni, molti disastri e soprattutto due grosse aggregazioni bancarie prime di arrivare al bipolarismo di questo 13 e 14 aprile 2008. Sì, le banche, perché la politica non è dei comici, ma dei progetti, del denaro che serve per realizzarli e della gente che è disposta a crederci.

Veltrusconi non sono i due leader dei principali partiti italiani fusi insieme, ma l'entità che rappresenta in parlamento gli interessi economici.

Dei soldi non ridono nemmeno gli italiani - ho detto a Jacob - "ne abbiamo tutti un gran rispetto".

Quindi, guardiamoci intorno e scoviamo nei nostri cento comuni le ricchezze che ancora non abbiamo disperso, perché a quelle ci teniamo, no? Se saremmo capaci una volta tanto di non metterci a ridere per tutto il resto, forse faremo qualcosa di buono e il mio coinquilino americano smetterà di prendermi in giro quando vede i nostri politici alla TV.

giovedì 27 marzo 2008

Vota 'Ntonio! Vota 'Ntonio!

Un'aiutino dalla rete per gli indecisi.

Che faccio nella cabina elettorale il prossimo 13 e 14 aprile? Sicuramente quello che farò io sarà poco da cabina di regia: finché non ci restituiscono la possibilità di indicare il candidato, cazzo!

Vabbé, lasciamo perdere i commenti che se no piuttosto che un post scrivo un pamphlet.

Ecco il sito che vi dice a quale partito siete più affini dopo aver risposto a 25 domande/temi.

P.s.: ieri ne ha parlato pure corriere.it e il sito è stato preso così d'assalto che per un lungo tratto il server era giù. Allora gli indecisi-curiosi sono proprio tanti! Sperem negli indecisi.

lunedì 25 febbraio 2008

Pechino e Milano pari sono?

Leggete ...

Letto?
Bravi.

Cosa o chi prenderanno a calci per ripulire Milano se vinciamo l'Expo 2015?
Io un suggerimento ce l'avrei, ma rischio che m'arrestano.

Sia chiaro, sono tutt'altro che a-politico, mi piace la svolta culinaria che stiamo prendendo.

Ho pasteggiato a mortadella e champagne al Ristorante Palazzo Madama da poco. Non era affatto male.