Eccolo finalmente!
Ho trovato la risorsa che cercavo da tempo. Se per Tv, stampa, web, banner ecc ero già a posto, mi mancava un sito che raccogliesse lavori di below the line.
BTL Europe è gratuito, basta registrarsi. E' organizzato per settori e anche per paesi.
Tra le altre cose, c'è anche un glossario per i più sprovveduti sui termini tecnici dei materiali utilizzati.
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lunedì 19 maggio 2008
martedì 13 maggio 2008
Creatività: nuove strategie e nuovi criteri di valutazione.
Leggendo l'ultimo post di Oh My Marketing, ho riflettuto un po' sui metri di giudizio necessari per valutare la nuova cretività.
Come dice Max, forse è il caso che l'ADCI, Cannes e tutti gli altri che assegnano premi alla pubblicità, valutino le idee creative secondo nuovi parametri, che non siano i soliti di impatto, originalità ecc.
Concordo.
Se dovessi sparigliare le carte e proporre tre nuove macro categorie di valutazione dei lavori creativi, userei come metro di giudizio il rapporto che una campangna/idea ha nei confronti del destinatario/utente/pubblico/ consumatore.
La premessa necessaria per capire cosa intendo è che oggi il marketing è un Dialogo, non più un Monologo. Le aziende "illuminate" espongono sempre meno il target a ennemila passaggi di un video preconfezionato in tv, evitando di bombardarlo. Lo invitano piuttosto a dialogare, anzi a suggerire nuove soluzioni per migliorare il prodotto/servizio che esse offrono. E' come un invito a cena senza menu fisso e dove non si deve per forza parlare di lavoro. Easy.
Detta la premessa, ecco i tre criteri di valutazione:
LIVELLO INTERATTIVO: il pubblico intergisce con un prodotto di comunicazione preconfezionato. Ad esempio un banner che si espande a mouse over rivelando la main promise. Qui, chi fa la prima mossa è l'azienda che progetta e promuove un format per far conoscere e apprezzare un proprio prodotto o se stessa. Il pubblico ha un ruolo secondario perché non partecipa alla creazione del format, ma interagisce con esso solo dopo che è andato "on air".
Criterio di valutazione del format: l'interazione è funzionale al messaggio? O è pretestuosa?
LIVELLO INTERROGATIVO: l'utente sta cercando qualcosa. Per esempio, qual'è l'aspirapolvere ad acqua con miglior rapporto qualità-prezzo? E' l'utente che fa la prima mossa perché è lui che cerca. Il format è in questo caso quel meccanismo-strategia messo appunto dall'azienda per far trovare sé e i propri prodotti.
Criterio di valutazione del format: è funzionale a far trovare il prodotto facilmente? Magari per primo fra molti?
LIVELLO ATTIVO: la comunicazione la fa l'utente. Dal semplice word of mouth, al video viral fai-da-te, alla creazione di fun club non ufficiale, a eventi come Citytape. Qui il format è forse qualcosa di più sfuggente, ma identificabile con la strategia che ha spinto l'utente ad essere così interessato al messaggio dell'azienda da diventare suo "collaboratore" nella diffusione/amplificazione dello stesso. Il format può suggerire un media preciso all'utente o lasciarlo libero di creare ciò che vuole, dove vuole, come vuole, quando vuole, con chi vuole.
Criterio di valutazione del format: stimola abbastanza la creatività?
Ci rifletterò ancora su...
Come dice Max, forse è il caso che l'ADCI, Cannes e tutti gli altri che assegnano premi alla pubblicità, valutino le idee creative secondo nuovi parametri, che non siano i soliti di impatto, originalità ecc.
Concordo.
Se dovessi sparigliare le carte e proporre tre nuove macro categorie di valutazione dei lavori creativi, userei come metro di giudizio il rapporto che una campangna/idea ha nei confronti del destinatario/utente/pubblico/ consumatore.
La premessa necessaria per capire cosa intendo è che oggi il marketing è un Dialogo, non più un Monologo. Le aziende "illuminate" espongono sempre meno il target a ennemila passaggi di un video preconfezionato in tv, evitando di bombardarlo. Lo invitano piuttosto a dialogare, anzi a suggerire nuove soluzioni per migliorare il prodotto/servizio che esse offrono. E' come un invito a cena senza menu fisso e dove non si deve per forza parlare di lavoro. Easy.
Detta la premessa, ecco i tre criteri di valutazione:
LIVELLO INTERATTIVO: il pubblico intergisce con un prodotto di comunicazione preconfezionato. Ad esempio un banner che si espande a mouse over rivelando la main promise. Qui, chi fa la prima mossa è l'azienda che progetta e promuove un format per far conoscere e apprezzare un proprio prodotto o se stessa. Il pubblico ha un ruolo secondario perché non partecipa alla creazione del format, ma interagisce con esso solo dopo che è andato "on air".
Criterio di valutazione del format: l'interazione è funzionale al messaggio? O è pretestuosa?
LIVELLO INTERROGATIVO: l'utente sta cercando qualcosa. Per esempio, qual'è l'aspirapolvere ad acqua con miglior rapporto qualità-prezzo? E' l'utente che fa la prima mossa perché è lui che cerca. Il format è in questo caso quel meccanismo-strategia messo appunto dall'azienda per far trovare sé e i propri prodotti.
Criterio di valutazione del format: è funzionale a far trovare il prodotto facilmente? Magari per primo fra molti?
LIVELLO ATTIVO: la comunicazione la fa l'utente. Dal semplice word of mouth, al video viral fai-da-te, alla creazione di fun club non ufficiale, a eventi come Citytape. Qui il format è forse qualcosa di più sfuggente, ma identificabile con la strategia che ha spinto l'utente ad essere così interessato al messaggio dell'azienda da diventare suo "collaboratore" nella diffusione/amplificazione dello stesso. Il format può suggerire un media preciso all'utente o lasciarlo libero di creare ciò che vuole, dove vuole, come vuole, quando vuole, con chi vuole.
Criterio di valutazione del format: stimola abbastanza la creatività?
Ci rifletterò ancora su...
martedì 15 aprile 2008
Behance Network: una risorsa creativa nella savana
Archivio la politica e torno sul pezzo. Scriverò un bel pezzo di...La risorsa di cui parlo non ho voglia di raccontarvela, ho altro a cui pensare. Sto già facendo i conti di quanto mi tornerà in tasca con la prossima finanziaria del Berlusca e Tremonti.
Arrangiatevi, questo è il link.
Basta con lacrime, sangue e ideologie. Da oggi soldi facili, poche tasse e lotta agli stupri. C'è bisogno di sicurezza, alleanza e fratellanza. Io sto col germano Bossi. A luglio prendo la cittadinanza lombarda e voto per lui tutta la vita.
Fidatevi. Un sardo che promette è meglio di un cinghiale coi cojoni girati.
[Grazie a Marco Abbenda per il disegno realizzato in occasione della "Sagra del Cinghiale e del Tortello" di monte Pescali - Grosseto]
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