giovedì 20 marzo 2008

Homo Sapiens 2.0

Come sapete, se avete letto un po' di post precedenti, adoro le definizioni. In particolare, ammiro lo sforzo con cui si cerca di sintetizzare tutto ciò che sta attorno al web.

Ho parlato di Generazione Y (gli attuali 20enni), adesso parlo di "Homo Sapiens 2.0", cioè i nati con e dopo Netscape e Explorer, classe 1995 e seguenti. I bambini, se non l'avete capito.

L'articolo di Corriere Blog dove ho trovato la definizione tocca temi molto interessanti. Mi piace la distinzione tra "schermi passivi" (TV) e "schermi attivi" (cellulare, pc, Playstation, iPhone). I secondi sono amati dagli Homo Sapiens 2.0, mentre i primi sono per i "figli di Gutenberg", cioè noartri più veci.

Ehi, un momento...

Gutenberg? Ma non è quello dei libri a caratteri mobili?
Tempo fa, nei salotti buoni, si diceva spesso: "Ah, odio gli ebook! Io adoro leggere un libro vero, il giornale vero. Mi piace toccarlo, sentirlo tra le mani. E' così... è così... orgasmatico, direbbe Woody-Dormiglione".

Oggi, che i touch screen sono prodotti di massa, 'sta cosa dei libri sarà ancora vera, ma il tatto ha un senso un tanticchio nuovo. Ne sanno qualcosa in Microsoft Research, per esempio, dove si studiano nuovi display.

p.s.: e se si cominciasse a parlare di "Omo Sapiens"?

[Image da Google]

Comunicazione di frontiera

Guerilla Art per bucare i nuovi muri.

Tra Israele e Palestina.



[Art work from Banksy]

lunedì 17 marzo 2008

In difesa dei blog.

Lo IAB Italia (Interactive Advertising Bureau) ha preso posizione con una lettera aperta a Bruno Vespa in difesa dei blog, di internet e direi del nostro lavoro.

Penso sia significativo che l'ufficio italiano della più rappresentativa organizzazione mondiale della pubblicità su internet si sia pronuciata su un tema che ci riguarda da vicino, come operatori del settore.

Tutto nasce da una serata di Porta a Porta in cui si è parlato di blog.

Non commento perché non ho visto integralmente la puntata e non mi va di ironizzare su questo tema.

Su Youtube c'è uno stralcio della puntata.

Vi lascio guardare e leggere.

venerdì 14 marzo 2008

Un sacco bello.



Chi lo dice che il web è sinonimo di novità.
Spesso lo è per forza. Come se tutto ciò che è web debba essere sempre "nato domani".

No!

Il web è bello perché c'è tutto, anche le cose fantastiche di qualche anno fa.

[Print ADV from Wieden+Kennedy]

mercoledì 12 marzo 2008

Per andare in rete ci vuole un bel cross. O no?

L'argomento non è il calcio. Magari!
Preferisco parlare d'altro. Il Cagliari è ad un passo dalla B, porca patata!

Il goal di cui parlo è fatto con una pallina di formaggio: "vendere, vendere, vendere, anche ai kids".

Su corriere.it ho letto questa notizia, che ha ricevuto un assist da questa di internetnews.com.
Si parla dei ragazzini americani tra i 9 e i 17 anni che sono alti consumatori di Cheesy Poofs (palline di formaggio) e vanno in multitask. Cioè guardano tv, chattano, giocano con playstation, parlano al cellulare, mangiano le Cheesy Poofs, TUTTO IN SIMULTANEA. Sono bambini reali o personaggi dei cartoni? Non so, non ho figli - tanto meno americani - perciò mi fido a 90° di quel che leggo e delle statistiche.

Corriere.it dice:

"I signori del marketing e delle strategie pubblicitarie hanno messo a fuoco il fenomeno già da un po' e ora stanno studiando un formato pubblicitario che ben si adatti a questo strano pubblico. L'obiettivo è quello di creare campagne comunicative su piattaforme multiple, anche perché questo segmento di popolazione - già molto importante per chi elabora le strategie di mercato - è destinato a crescere sempre più e ad avere sempre più peso: loro saranno i consumatori di domani."

Insomma, noialtri "signori del marketing e delle strategie pubblicitarie" ci stiamo dando da fare per produrre contenuti cross-content e cross-platform, come si è parlato allo SMAU 2007. In altre parole, contenuti prodotti con una tecnologia abbastanza flessibile (Adobe Flash o Java) da essere fruiti - non fritti! - facilmente su più devices (browser, desktop, game consoles, lettori mp3, smartphone) usando lo stesso olio di cottura che resista abbastanza a lungo per cuocere un google di Cheesy Poofs.

Al di là delle pippe creative che ci faremo per acchiappare 'sto target, al di là che sti ragazzini sgamati sono sempre in rete e li lì trovi se vuoi vendergli le Cheesy Poofs, al di là che piccoli Eric Cartman che si fanno infinocchiare ce n'è pochi, al di là di tutto ciò, mi chiedo:

Se i ragazzini da 9 a 17 anni sono uno "strano pubblico", come dice il corriere; se i ventenni che entrano ora a lavoro sono la "generazione Y", come dice il sole24ore, io CHI CAZZO SONO?

In attesa di nuove identità, mi firmo ancora Copyo.

[Foto: Eric Cartman - South Park, Colorado. He loves Cheesy Poofs]