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martedì 8 luglio 2008

E qualcosa di interessante è arrivato subito

Giuseppe D'Avanzo spiega su Repubblica che cosa è avvenuto in questo mese in Italia: le magie dell'intoccabile per salvare se stesso nel nome del bene del paese.

Pronti ad inghiottire anche questa. Tutti quanti. Spalle al muro.
I fucili che abbiamo puntati contro sono ancora una volta i mezzi di comunicazione controllati da chi sa usarli meglio di noi pubblicitari.

Oggi a Roma, in Piazza Navona, ci sarà la prima manifestazione contro questo Governo. Ma naturlamente tutte le prime pagine - Repubblica online compresa - dei principali quotidiani hanno in primo piano il dramma della ragazza trovata morta a Lloret de Mar. Si sa, la Spagna ci sta superando in tutto. Perciò, che cosa c'è di meglio per il nostro sistema di informazioe che portare il problema sicurezza - il vero problema degli italiani - anche lì? Ovviamente il mostro è il loro premier, Zapatero.

Segnalo anche un altro articolo di Repubblica, questo che parla delle Due Italie, del solito divario Nord-Sud. E' molto interessante perché dipinge le regioni centro-settentrinali dell'Italia come un paradiso produttivo.

Peccato che di cultura diversa dal soldo ne vedo poca e niente.

Aggiornamento:
Di Pietro spara alto e Corriere.it gli dedica la prima notizia.

giovedì 28 febbraio 2008

Waiting for "A" Generation.

Leggevo il Sole24ore quando mi sono imbattuto in questa considerazione molto interessante:

"La generazione Y, che sta entrando massicciamente nelle organizzazioni, è fatta di giovani abituati da sempre a interagire sulla rete con milioni di persone in tutto il mondo. In azienda, essi estendono il social networking ai colleghi, al mondo esterno all'azienda, a partner, clienti e fornitori. Ebbene, secondo me, pur in presenza di un patto di responsabilità, le aziende devono essere aperte a questo contributo originale, a coglierne appieno le potenzialità e la carica innovativa, ad accogliere la ricchezza che deriva dalle community".

Ho sempre pensato che una delle cose che funziona meno nel sistema-Italia sia l'assenza di cultura del lavoro. In particolare, la rarità di "maestri" che trasferiscono il know-how acquisito.

E' molto più frequente trovare un collega anziano - non necessariamente vecchio e non necessariamente il boss - che si tiene per se i trucchetti del mestiere, riservandoli solo a chi vuole lui, o peggio in cambio di qualcosa, o per farsi bello (YOU BASTARD)!.

Niente di più sbagliato.
La fiducia è la più profittevole delle risorse sul lavoro. E la fiducia si costruisce con uno scambio libero e disinteressato.

La mia perplessità è:

"Può la Generazione Y, infarcita di scambio digitale e social networking, ribaltare questo meccanismo sbagliato che ha contribuito al noto naninsmo delle imprese italiane? O dobbiamo aspettare la Generazione Z?".

Francamente credo che una svolta arriverà solo ricominciando tutto da capo.

[Foto da Flickr]