Faccio seguito al precedente post.
Con l'ignoranza non si discute.
L'ignoranza si sradica nel volgere di qualche decennio.
Due istituzioni su tutto permettono il suo dissiparsi: l'istruzione e la libera informazione. Entrambe mandate in frantumi in Italia negli ultimi 15 anni.
Ripartire dalla scuola pubblica, questo è. Ma non lo si vuole fare perché chi controlla le coscienze non ama regalare strumenti di critica.
Come erano belli i nostri tempi in cui dell'insegnante si aveva paura, dal suo giudizio dipendeva l'umore della giornata e molto di più. Quel qualcosa che, seminato, pian piano dà i suoi frutti in un ampio arco temporale: la Cultura.
Quando Veltroni dice al capo del governo di occuparsi dei salari invece che dei fatti suoi, dice una cosa giusta ma parla di danaro. Come se l'impoverimento preoccupante fosse solo quello delle tasche. Veltroni: sei stato Ministro dei Beni Culturali, giusto? Allora sai cosa devi fare!
In Italia ci sono pochi maestri e tanti ammaestratori di nani e ballerine per le reti pubbliche, questo è un altro fatto. L'ho già detto in questo blog almeno un'altra volta.
Del giornalismo lasciamo stare. dico solo che quello che veniva considerato il più autorevole dei quotidiani italiani è diventato quasi illeggibile per chi solo ha qualche strumento di critica ancora in posizione on.
Resta però piacevole - almeno questo - leggere Michele Serra e il suo articolo di oggi su un altro giornale.
Leggete qui il suo L'Etica in appalto. Un incredibile sintesi del vuoto che si sta mangiando tutto.
Post scriptum
Appena letto sul Mucchio: nelle prime righe una perla sulla scuola.
Post, post scriptum
Anche i cosiddetti intellettuali si stanno svegliando. E' il momento di reagire, anche Umberto Eco lo fa.
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mercoledì 2 luglio 2008
L'ignoranza
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mercoledì 5 marzo 2008
Liberalizzazioni. Anche noi.
Tema attuale? No, issimo.Togliere le maglie al sistema, svecchiare, s-catenare, ammodernare, semplificare, ringiovanire. Ma soprattutto:
Esperienza o novità?
Ebbene, sempre più spesso sento di colleghi che rischiano il posto dopo anni di onorata carriera. I loro capi vogliono gente giovane, reattiva, aperta al nuovo (leggi digitale e dintorni).
C'è chi storce il naso, chi si batte e dibatte, chi non accetta di essere messo da parte e in discussione.
E c'è anche chi umilmente chiede tempo per dimostrare di essere ancora valido. Giustissimo concederglielo. Anzi, sacrosanto!
Ma andiamo più in fondo con un paragone azzardato.
Supponiamo che debba fare un intervento chirurgico abbastanza delicato.
In un ospedale lavora un noto internista, abituato ad operare con metodi consolidati ed efficaci. In un'altra clinica c'è invece un giovane medico, esperto in nuove tecniche, più rapide, meno invasive.
IO paziente-cliente, non avrei dubbi: meglio un'intervento di mezz'ora che mi lascia una minicicatrice.
Mia mamma, pure lei, non avrebbe dubbi: meglio il vecchio dottore che ha operato sua zia regalandole 8 anni di vita.
Ebbene. I NOSTRI clienti, i così-detti consumatori, potendo scegliere tra la solita, vecchia pubblicità-monologo-invasiva e la nuova comunicazione-dialogo-emergente cosa sceglierebbero?
La risposta, nel nostro settore, è appunto COSA, non CHI.
Perciò dico:
Aggiornatevi e tenete duro. Alla soglia dei quarant'anni suonati c'è ancora chi ripete:
"Perché io valgo".
[Immagine mia]
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