martedì 4 novembre 2008

Energy and West Revolution

L'informazione è potere, e i mezzi di comunicazione sono il braccio armato di un sistema fondato su di essa.

Niente di nuovo. L'Occidente conosce questa formula molto prima di Orson Wells e Licio Gelli.

Ciò che è nuovo, è quanto in molti ci auguriamo possa accadere tra oggi e domani: l'elezione del primo presidente nero della storia americana nel momento più critico e transitorio del Sistema Occidente. Un presidente che saprebbe dire a tutti noi qualcosa di nuovo in tv, sul web, alla radio. Una faccia pulita, perfetta per dare SPERANZA e FUTURO al solito, caro, Occidente un po' agonizzante e in crisi d'identità. Quanto farà per gli altri paesi Obama e per il mondo intero? Non so. Ghandi è un'altra cosa.

Questo post, però, non è dedicato ad Obama. Questo post è un ritorno alla mia scrittura sul web con un tema di più ampio respiro.
Guardate questo video:



E' Kennedy, l'Obama del passato che chiama una nuova rivoluzione, quella energetica. E non a caso il video è sponsorizzato da Greenpeace, un brand dell'ecologia che sa come creare eventi di comunicazione per le proprie battaglie ambientaliste. Battaglie che presto importeranno anche ai grandi della terra che mangeranno sushi a Kyoto più spesso di quanto abbiano fatto negli ultimi anni, per firmare nuovi protocolli in difesa della Natura e, ancor più, in difesa del loro potere.

Non voglio mettere sullo stesso piano Greenpeace - che sostengo con la mia quota annuale di 50 euro - con quanto dirò tra poco. Voglio solo riflettere sulla prossima bolla - o balla - naturista, parlando di geopolitica e di ciò che a mio avviso ci aspetta.

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La bolla finanziaria è scoppiata. Quella del petrolio pure e anche quella delle materie prime. Molti ci hanno perso, ma i soliti nomi hanno guadagnato capitali enormi, rastrellando il necessario per la trasformazione del sistema energetico-produttivo con nuove infrastutture e nuove tecnologie dai costi colossali, che chi comanda non intende certo pagare di tasca propria.
Per abbandonare il sistema globale basato sul petrolio e passare ad uno nuovo fondato su fonti energetiche rinnovabili, occorrono risorse economiche stratosferiche. Quei 700 miliardi di dollari stanziati dal governo americano per salvare il suo sistema finanziario sono solo una goccia in confronto.

I grandi player energetici questo le sanno bene, petrolio carbone e gas stanno 'a finì! E da tempo riflettono:

"Che famo per garantire che Sistema l'Occidente sia il più potente dei Sistemi Globali anche per i prossimi 50 anni, in barba a Cina, India e Russia?".

Come diceva il Principe di Salina, bisogna che tutto cambi perché tutto rimanga com'è. Ma per cambiare ci vogliono i soldi.

La guerra in Iraq - e un po' meno quella afgana - hanno avuto il doppio ruolo di mettere un piede con gli anfibi da marines in zone produttive strategiche per tenere sotto scacco i paesi emergenti affamati di petrolio e, cosa altrettanto importante, spingere il prezzo del barile in alto per permettere agli attori in campo di guadagnare sul prezzo stesso del petrolio.
Da un lato, i protagonisti industriali che costruiranno i nuovi impianti e troveranno nuove tecnologie di sfruttamento di risorse rinnovabili, rendendo solare, eolico, geotermico ecc sempre meno cari, di scala, redditizzi.
Dall'altro lato ci sono i protagonisti finanziari, ossia i fondi sovrani dei paesi produttori e i grandi investitori internazionali. La Finanza con la "F" maiuscola, che non è certo morta a causa dei mutui subprime. Anzi, grazie ad essi ci ha guadagnato alla grande. Perché - come dice un mio amico che lavora in banca - nelle crisi di borsa non è concepibile che tutti perdano. C'è sempre qualcuno che guadagna: chi la crisi l'ha voluta, prevista e innescata.

E le grandi banche, a cominciare da quelle americane? Ebbene, le grandi banche non a caso sono oggi un po' più pubbliche, un po' meno sparpagliate e un po' più sotto un ombrello comune. Perché il disegno di conversione del sistema globale deve stare in mano a meno persone possibile. Meno teste diranno la loro nei prossimi anni, più sarà facile - a livello di decisioni, scelte e spostamento di capitali e creazioni di infrastrutture - attuare la trasformazione del sistema in tempi brevi.

Quindi questo è il quadro. Obama verrà eletto? Se lo sarà, la conversione del modello occidentale da un sistema basato sul petrolio ad un sistema più ecologico sarà più facile. Perché Obama è un simbolo forte del nuovo. Come lo era Kennedy (forse più oggi che ieri, viste le pallottole che s'è beccato).

Il sistema politico-industriale-finanziario globale ha già detto la sua. E Obama è il portavoce del Sistema, il migliore. Perché più di Mc Cain è in grado di guidare, stimolare e ammaliare la gente comune su una decisione già presa da chi comanda. Tutti noi simpatici spendaccioni compreremo auto ecologiche e installeremo fotovoltaici convinti - in un modo o nell'altro - da Obama o da chi ha il faccino pulito. E' come nel film Il Petroliere: Daniel Day Lewis andava a stringere contratti tenendo per mano il suo bambino dal visino innocente. Lacrima olet.

Ecco quindi che l'ecologia e le fonti rinnovabili sono la nuova bolla che ci aspetta. Ne sono convinti in tanti, se n'è parlato anche a Report nella puntata dedicata al crac finanziario.

Ma questa volta non sarà solo una bolla. Non si tratta più solo di laboratori creativi della Silicon Valley da innaffiare con venture capital o di mutui da regalare a tutti. Questa bolla servirà ad andare molto oltre, a spingere l'Occidente più avanti dei paesi emergenti riguadagnando il terreno perso. E' la strategia con cui l'Occidente propone ancora una volta se stesso come leader dalla faccia buona e democratica. La faccia ecosostenibile e non razziale di Kennedy-Obama.

Il successo dell'Occidente è da sempre un successo di comunicazione e si scrive con due parole: FUTURO e SPERANZA.

Il West System ha trionfato nell'ultimo secolo sul nazionalsocialismo e sul comunismo perché era un sistema fondato su questi due valori comunicativi. Troppo spesso specchietti per le allodole di un organismo ben più cinico e pragmatico a cui poco è importato di disperdere risorse, affamare popoli e assetarne altri.

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L'Occidente non è morto. Sta solo cambiando faccia.

Ne beneficierà l'ecosistema, oltre che il Sistema?

Staremo a vedere.

giovedì 11 settembre 2008

Casa

"Tu ce l'hai fatta, - disse Nuto, - e più nessuno osa parlartene; ma quelli che non ce l'hanno fatta? Non sai quanti meschini ci sono ancora sulle colline... C'era anche chi li scherzava. Tu ce l'hai fatta, - disse Nuto, - perché bene o male hai trovato una casa... Non bisogna dire, gli altri ce la facciano, bisogna aiutarli".

La luna e i falò - Cesare Pavese

domenica 7 settembre 2008

Succede a Cagliari

O' Papa è stato ieri in visita nella mia città. Ha pure mangiato a 3 minuti da dove vivono i miei, dove frequentai le scuole medie.

Ciò che mi ha colpito è stata però la presenza del premier. Come dire: l'onnipresente insieme all'onnipotente. E questo perché? Una risposta ce l'aveva Soru sul suo visetto sardo "oscurato" da sifatti potenti.

E sì, perché a breve ci saranno le Regionali sarde e tanti sanno che il centrodestra ce la vuole mettere tutta per riconquistare l'isola e sottrarla a Soru, ex-imprenditore di successo, ricco, neo-proprietario dell'Unità.

Quindi: quale migliore spottone se non la coppia più potente d'Italia unita sul sacro suolo della Basilica di Bonaria?

mercoledì 3 settembre 2008

People are what they buy?

Se questa vecchia frase markettara sia ancora vera non so. Forse sì.

Soprattutto a giudicare da ciò che ho visto nel mio ultimo viaggio nelle repubbliche baltiche. Qui infatti l'occidentalizzazione - ossia shopping, centri commerciali, moda, macchine superfighe, mc donald's - è talmente esplosiva, che l'ostentata ricchezza dei giovani abitanti di Tallinn e Riga per me si spiega in parte così: sono talmente entusiasti della libertà e del benessere conquistato che lo danno a vedere in tutto ciò che fanno, in tutto ciò che indossano, in tutto ciò che comprano.

Visitando a Riga il Museo dell'Occupazione russa - e in parte nazista - mi sono fatto un'idea piuttosto precisa della brutalità incredibile a cui sono stati sottoposti questi paesi fino a pochissimo tempo fa. E non ho potuto fare a meno di chiedermi che cosa stiano pensando ora che la Russia ha alzato il tiro sulla Georgia e tutto il resto. Credo che avendo a disposizione il sedere di Putin, lo prenderebbero a pedate con un paio di Nike o di Prada.

In Estonia e Lettonia ho visto molto di più che il semplice "consumo" di beni. Ho visto un "consumo" di felicità, spensieratezza ed esagerazione. Cose che in un paese incazzato come l'Italia non si vedono da un pezzo.

Mi chiedo quanto bello sarebbe fare il copy e ragionare di marketing e consumo in un paese felice.

P.s.: per chi vuole vedere qualche foto scattata a Riga e Tallinn andate su Flickr.

martedì 2 settembre 2008

Back isn't bad!

Quando uno stato di cose azzerra tutti i divertimenti,
l'unico divertimento è abbattere lo stato.

Letto al KUMU Museum di Tallinn, Estonia.
Diceva così, più o meno...


martedì 22 luglio 2008

Wine Library TV?

Sì sì, non dico balle.

E' nata una tv dedicata agli appassionati di vino e mi pare di aver capito anche ad altri alcool fan.

Si chiama Wine Library Tv.
C'è anche una community pare ed una chat.

Buone bevute!

lunedì 14 luglio 2008

Da uomo a uomo

Quando un uomo è assente è per due ragioni: o ha altro da fare, o vuole farlo credere.

Il Giappone ha il suo fascino, ci sono pure le geishe che se ne inventano una più del diavolo per far dimenticare le cattiverie che ti dicono in casa e quelle che scrive la gente straniera malinformata sui libretti di presentazione.

Quando tutti parlano di te, male per giunta, scandagliando i tuoi vizi, come se ci fossero solo quelli senza virtù, ma tu sei così forte da permetterti un viaggio esotico insieme alla gente che conta, chi ti si oppone è ridicolo non tanto per quel che dice ma perché parlare da soli è da pazzi. Non si ottiene nulla.

Quando poi torni a casa, in tuta da statista, e non ti curi di nessuno, forte più di prima, praticamente intoccabile, la tua onnipresenza si manifesta con tutto il suo potere e ci si rende conto che ci sei sempre stato, che niente è successo e quel poco che si è detto di te è argomento per pochi idealisti.

Anche se hai lo sguardo perplesso perché in terra straniera hai conosciuto una bella ragazza che forse non rivedrai, dimostri forza e coraggio perché in fondo sai che ne troverai un'altra. Poco importa un po' d'ansia e un velo di tristezza quando possibilità e futuro sono dalla parte del seduttore.

Adesso però, mi domando, sei pronto per tutto quello che devi fare? La tempesta non si è nemmeno mai scatenata, te ne sei accorto? Sì, è vero l'altra sera ha grandinato di brutto, ma che vuoi che sia un po' d'acqua? Non lava mica via le menzogne ben raccontate, ci vuole ben altro.

Lo so, ti sei assunto un impegno ben grave, ma ce la puoi fare. Tutte le tue risorse, i tuoi contatti, i segreti che solo tu conosci ti possono aiutare. Cinque anni sono tanti. Ad una donna bastano nove mesi per far nascere un bambino, tu hai sei volte e mezzo il suo tempo, e sei un grande uomo, un macho direi, nonostante l'altezza. E se anche non riuscirai in tutto, non curarti delle sciocchezze che dirà la storia, quel che conta sarà l'impegno che hai preso e quello che dimostrerai.

Ordunque ti esorto e ti rincuoro. E' ora di agire. Sei stato assente per qualche giorno, ma sei tornato più forte di prima. Chi ti attacca starà all'angolo per un po', protetto dalla tua ombra in quest'estate tutto sommato fresca.

Io, non volerme, partirò. Andrò in spiaggia e al Nord per "torre" la freschezza che mi manca e tornare forte almeno quanto te.

Sai, qui si lavora e i tuoi regali tardano ad arrivare.

giovedì 10 luglio 2008

L'Antipolitica

Ma perché diavolo la chiamano antipolitica?

Quella dei girotondi, dico. Dei Grillo, delle Guzzanti, dei Travaglio. Fanno informazione incazzata, ecco cosa fanno. Fanno opposizione urlata perché è diventato l'unico modo per farsi sentire.

L'antipolitica un tempo era quella del cavaliere. La cavalcava come una tigre finché s'è insediato così bene ovunque nei posti di potere che pur avendo tutto il diritto ed il dovere di fare politica ora fa la vera anti-politica perché impone al Parlamento e all'opinione pubblica una priorità sua piuttosto che quelle di un paese sempre più in affanno.

Ma il fatto è che non sono lui e i suoi megafoni a chiamare i manifestanti di Piazza Navona paladini dell'anti-politica, sono le sinistre, come direbbe lui.

Ok, la Guzzanti poteva pure non fare l'autogol previsto di dire quello che ha detto, si poteva fare una manifestazione che proponesse, che so, la difesa della scuola e delle università per non dare nulla in pasto ai media sotto scacco.

Ok, ha sbagliato lei e gli organizzatori che non le hanno chiesto di stare sul pezzo. Ma almeno a lei e ad altri va il merito del coraggio.

Qual è il coraggio del PD? Quello di andare da soli? Ok, caraggio anche quello e, per come la penso io, strategia politica azzeccata per il lungo periodo. Ma siccome a quella scelta è seguito un fallimento immediato con la perdita netta delle elezioni, bisogna che aggiustino la mira prima che sia troppo tardi.

Ciò che mi preoccupa non sono più solo le leggi assurde contro le intercettazioni, la blocca processi e il lodo Alfano, ma il silenzio del PD riguardo ai provvedimenti razziali che il governo sta adottando contro i rom in barba a quello che dicono Storia e Commissione Europea. E' assurdo che Maroni e Frattini s'indignino perché l'Ue ha democraticamente votato una risoluzione che invita l'Italia ad astenersi dalla schedatura di un popolo intero, bambini compresi. E mi stupisco quando non sento nessuna difesa da sinistra all'UE.

Se oggi s'indignano per questo provvedimento, domani - quando l'UE ci dirà che ci caccia perché siamo una vergogna - che cosa dirà il governo?

Questa è antipolitica. Perché dimentica le leggi razziali del fascismo e ignora lo sforzo necessario dell'integrazione dei popoli della Comunità Europea.

Questa, per me, è soprattutto anticultura. Perché con questo modo di pensare, l'Italia continuerà ad essere stanca, senza progetti per il futuro al di fuori di quelli che proteggono le mura domestiche dai mostri che possono violarla.

Una molle e apatica paura del vicino gli fece dimenticare l'orco lontano e ben vestito
.

martedì 8 luglio 2008

E qualcosa di interessante è arrivato subito

Giuseppe D'Avanzo spiega su Repubblica che cosa è avvenuto in questo mese in Italia: le magie dell'intoccabile per salvare se stesso nel nome del bene del paese.

Pronti ad inghiottire anche questa. Tutti quanti. Spalle al muro.
I fucili che abbiamo puntati contro sono ancora una volta i mezzi di comunicazione controllati da chi sa usarli meglio di noi pubblicitari.

Oggi a Roma, in Piazza Navona, ci sarà la prima manifestazione contro questo Governo. Ma naturlamente tutte le prime pagine - Repubblica online compresa - dei principali quotidiani hanno in primo piano il dramma della ragazza trovata morta a Lloret de Mar. Si sa, la Spagna ci sta superando in tutto. Perciò, che cosa c'è di meglio per il nostro sistema di informazioe che portare il problema sicurezza - il vero problema degli italiani - anche lì? Ovviamente il mostro è il loro premier, Zapatero.

Segnalo anche un altro articolo di Repubblica, questo che parla delle Due Italie, del solito divario Nord-Sud. E' molto interessante perché dipinge le regioni centro-settentrinali dell'Italia come un paradiso produttivo.

Peccato che di cultura diversa dal soldo ne vedo poca e niente.

Aggiornamento:
Di Pietro spara alto e Corriere.it gli dedica la prima notizia.

Avanzamento lavori

Non scriverò più tutti i giorni. Ma solo quando ho qualcosa di interessane da scrivere.

Almeno finché passa l'estate.

mercoledì 2 luglio 2008

L'ignoranza

Faccio seguito al precedente post.

Con l'ignoranza non si discute.
L'ignoranza si sradica nel volgere di qualche decennio.

Due istituzioni su tutto permettono il suo dissiparsi: l'istruzione e la libera informazione. Entrambe mandate in frantumi in Italia negli ultimi 15 anni.

Ripartire dalla scuola pubblica, questo è. Ma non lo si vuole fare perché chi controlla le coscienze non ama regalare strumenti di critica.

Come erano belli i nostri tempi in cui dell'insegnante si aveva paura, dal suo giudizio dipendeva l'umore della giornata e molto di più. Quel qualcosa che, seminato, pian piano dà i suoi frutti in un ampio arco temporale: la Cultura.
Quando Veltroni dice al capo del governo di occuparsi dei salari invece che dei fatti suoi, dice una cosa giusta ma parla di danaro. Come se l'impoverimento preoccupante fosse solo quello delle tasche. Veltroni: sei stato Ministro dei Beni Culturali, giusto? Allora sai cosa devi fare!

In Italia ci sono pochi maestri e tanti ammaestratori di nani e ballerine per le reti pubbliche, questo è un altro fatto. L'ho già detto in questo blog almeno un'altra volta.

Del giornalismo lasciamo stare. dico solo che quello che veniva considerato il più autorevole dei quotidiani italiani è diventato quasi illeggibile per chi solo ha qualche strumento di critica ancora in posizione on.

Resta però piacevole - almeno questo - leggere Michele Serra e il suo articolo di oggi su un altro giornale.
Leggete qui il suo L'Etica in appalto. Un incredibile sintesi del vuoto che si sta mangiando tutto.

Post scriptum
Appena letto sul Mucchio: nelle prime righe una perla sulla scuola.

Post, post scriptum
Anche i cosiddetti intellettuali si stanno svegliando. E' il momento di reagire, anche Umberto Eco lo fa.

martedì 1 luglio 2008

Al palo

Qui siamo.

Noi del blog, noi tutti. Vero o no?
Io ho appena traslocato, uso questa scusa per giustificare i pochi post degli ultimi giorni.
Francamente, ne ho iniziato diversi "politici" ma non ne ho portato nessuno a termine. Scrivo di politica perché non sto più trovando niente di interessante da scrivere riguardo alla comunicazione. Per me è molto più totalizzante tutto ciò che sta accadendo alla politica e alla società italiana.

Ad aprile, dopo le elezioni, ero moderatamente contento, lo confesso. Una maggioranza forte era una svolta rilevante per l'Italia. Ma le leggi assurde che sono state presentate ultimamente mi fanno perdere le staffe.

Non perché la distruzione dei fondamenti della nostra Rupubblica sia una novità, ma perché la violenza del consenso che le si sta avvitando attorno è devastante.

La deriva di un sistema non è solo responsabilità di chi acquisisce privilegi nuovi, inattaccabili e - lo dico senza paura - dittatoriali. E' responsabilità di chi sta zitto perché non capisce.

L'ignoranza mi fa schifo più di ogni altra cosa.

L'ignoranza non è il compromesso di chi dice "facciamoli governare perché l'Italia ne ha bisogno, siamo un paese in crisi profonda perciò ben venga una soluzione, almeno lasciamoli provare".

No. L'ignoranza è il vuoto assoluto di idee. E' la delega totale al signor X di qualcosa che è di tutti e non del singolo, stupido, ignorante cittadino che per pigrizia non si legge non dico tutta, ma almeno due o tre articoli della Costituzione, qualche passo di Montesquieu sulla separazione dei poteri, o non si affitta da Blockbaster Quarto Potere.

Lo so, sto facendo il saccente. Ma che cosa dobbiamo fare per parlare ai semplici e poveri di spirito?

La risposta è che con gli ignoranti non c'è comunicazione che tenga.
Per loro solo propaganda e qualche spottone su Rete 4.

martedì 24 giugno 2008

Cannes Lions 2008: Gran Prix Film Winner.

Fallon, la mia agenzia preferita, ce l'ha fatta ancora. Vince il Grand Prix del Festival della Pubblicità di Cannes 2008 nella sezione film con questo video dal titolo "Gorilla":



Appena l'ho visto sono rimasto un po' perplesso. Mi ha colpito subito la realizzazione e il look&feel ma mancava qualcosa. Mi sono così messo a caccia del sito e ho capito che l'idea faceva parte di una strategia perfettamente integrata tra online e offline. Nel web è stata sviluppata un'area interattiva con la struttura di game punta&clicca e altri giochi arcade come la corsa del tir.

Oltre a questo, il sito funziona come portale di lancio per il viral grazie ad altri video-remix in cui è sempre protagonista il gorilla ma con basi musicali diverse.

Qui i remix:

Bellissimo questo.

Qui invece le risposte viral su youtube.

Nel sito è anche inserito uno spot con la mia canzone preferita di sempre Don't stop me now.

Insomma, che dire. La musica trionfa sempre.

martedì 17 giugno 2008

Ritratto: Il nuovo Divo.

Sono moralmente corrotto e politicamente sbagliato.

Sono spregiudicato, livido, faccio la vittima, me la rido, disturbo, stabilisco priorità mie per collettive.

Sono unto, sono rifatto, sono basso, sono vecchio e contro i giovani. Sono ricco.

Sono stato inquisito, seguo la mia legge e la faccio diventare dello Stato.

Sono un barone senza nobiltà.

Intercetto il disgusto e l'invidia e le metto a tacere.

Traffico con le menti dei più deboli, mi diverto, racconto barzellette ma non faccio ridere.

Sono comico, ma faccio cose serissime.

Discredito il mio popolo, lo umilio di fronte all'opinione pubblica internazionale, compro i suoi voti con un pacco di pasta.

Prometto e non mantengo, affermo e ritratto, rilascio interviste e me ne scappo.

Ho un potere immenso e non lo divido con nessuno.

Sto male, ma sembro immortale.

Il Divo oggi sono io.

Non ho pudore.
Non ho sapore.
Sono incolore.

Anzi no, sono scuro come l'abisso che ho tracciato.

Sono triste. Faccio paura.

Non sono il male.
Sono quello della porta accanto in un casolare abbandonato.

Voglio di più. Voglio parlare senza ascoltare.

Voglio riscrivere la tua storia. Anzi, la voglio cancellare.

Mi piacciono le donne, regalarei a tutte pantofole e ministeri.

Darei amore, pace, speranza e alternative. Come la Chiesa Cattolica.

Controllerei, ammaestrarei, dividerei ed unirei. Come un Papa.

C'è ancora tanto che posso e voglio fare.

Sono inesauribile e se vi opporrete saprò come deludervi.

lunedì 16 giugno 2008

Semaforo verde

Fa in modo che i semafori della tua vita siano tutti verdi.

Quando ti dicono che è rosso, rispondi che sei daltonico.

Commossi, ti faranno passare.

venerdì 13 giugno 2008

Gergo

Puntuale
Persona educata. Vero gentleman.

Ritardatario
Divo. Alla moda. Cool.

Anticipatore
Non c'è una parola migliore per definire 'sto scemo?

Italia-Romania: non è un gioco.

Con un Pil di $246.7 miliardi, la Romania ci fa un baffo.

Li abbiamo conquistati ai tempi dei Romani e gli abbiamo lasciato una lingua con cui parlare [omissis], ma oggi, 'sti ingrati, ci vogliono battere.

Loro chi hanno come icona nazionae? Eh?
Un succhia-sangue-a-tradimento, un draculoide diventato famoso grazie allo straniero inglese Bram Stocker.

Noi non abbiamo mai avuto bisognio di anglo-americani per liberarci, crescere e diventare grandi [omissis]. Da Silla ai Borgia, da Coppi a Roby Baggio abbiamo fatto tutto da soli [omissis]. E si vede.

Noi siamo 65 anni senza fascisti e dittature [omissis]. Loro si sono liberati di Ceausescu e mogliettina solo nel 1989. [Cazzo, si sono fatti fregare da due comunisti, che fessi].

Noi abbiamo nel loro territorio 23.078 imprese italiane e ospitiamo appassionatamente 342.000 immigrati regolari rumeni nel nostro. Gli diamo un casino di lavoro e ci ripagano svaligiando le nostre case. E hanno pure il coraggio di chiedere soldi financo in metro, con la scusa della "famiglia povera". Cazzi loro se non sono nati in Brianza. A lavurà!

Eppure, qualcosa di malvagio, insopportabile e vigliacco sta per succedere anche sulla mia pelle.

IO - un italiano - verrò cacciato dal mio ufficio oggi, alle 17.30, perché alle 18 c'è la partita. Griderò LASCIATEMI LAVORARE!

Ma il padrone risponderà:

"Non ora".

Ed io me ne fotto se alla stessa ora un rumeno griderà a qualche camicia verde: LASCIATEMI LAVORARE, perché a lui il grassone darà una risposta diversa e sacro-santa:

"Non qui".

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Adesso, con lo stomaco vuoto in attesa di spezzare il pane con gli altri, una paura mi assale.

Se oggi la Nazionale non vincerà, il sacrificio di stasera sarà vano. Lo so, non sarò il solo martire.

Lo dico con sincerità e buon cuore, io vorrei tanto lavorare quella mezz'ora in più: per me, per il mio paese, per il mio partito-azienda, per il mio presidente-operaio, per il Pil. Voglio produrre, sentirmi utile, comprarmi casa, visitare la Transilvania.

San Cassano, aiutami tu. Sono con te. Il tuo estro, la tua fantasia sono così italiani. Lo so che no mi deluderai. Ma non fare tutto da solo [omissis].

Buffon fai il miracolo, parale tutte. Avrai le chiavi del [omissis], troverai le gnocche ad attenderti, te le procurerà [omissis] u' calabrese. [omissis] è già apparso sulla tua porta. Lo vedo.

Non possiamo perdere, siamo i Campioni del Mondo.

A rispedire Mutu e i suoi compagni comunisti con le dovute maniere ci penseremo poi, tutti insieme. Ragazzi, voi pensate solo a batterli.

Per la gloria, per la patria, per l'onore gli spezzeremo le reni e [omissis] VINCERE... E VINCEREMO!

martedì 10 giugno 2008

La mia legge

1
Questo governo vuole introdurre una legge che limiti l'uso delle intercettazioni.

1bis
Il capo di questo governo è coinvolto nello scandalo delle intercettazioni RAI. Ci sarà un processo a Napoli per questo.

1 + 1bis = 2bis
Il risultato è una legge - la 2bis- che vieti, una volte per tutte, a chi governa di salvare sé e gli altri che hanno gli stessi suoi guai.

Se la questione è stare zitti per non essere intercettati, è buona cosa correrere il rischio se non si ha nulla da nascondere.

Sony Handycam outdoor 2007


Bellissima outdoor di Publicis per Sony Handicam HD. Avendo questa videocamera, mi chiedo: come aveva fatto a sfuggirmi?

lunedì 9 giugno 2008

Waiting for iPhone 2.0

Il nuovo iPhone è in arrivo. Verrà presentato da Steve Jobs a breve, in uno dei suoi soliti grandi show.

Al di là delle caratteristiche tecniche - umts, fotocamera avanza, gps - ancora da scoprire nel dettaglio, la notiza più rilevante che è filtrata è sul prezzo e sul modello di business.

L'obiettivo è quello di aggredire il mercato con un costo inferiore al precedente modello per catturare i più sensibili alla tecnologia, i giovani 15-25enni, e in generale tutti coloro che vogliono la connettività ovunque.

La vera rivoluzione dell'always on sembra essere alle porte. Certo, le innovazioni tecniche del melafonino sono importanti per lanciare una nuova era, ma ciò che conta è appunto il "mass prize", unito ad una strategia congiunta con gli operatori telefonici che dovranno introdurre una tariffa flat di navigazione abbordabile.

E' già successo per il mercato broadband domestico, una rivoluzione avvenuta su tre fronti:

1. Lo sviluppo tecnologico delle reti e delle tecnologie 2.0
2. La diffusione a macchia d'olio dei dispositivi (computer)
3. Costi accettabili di connessione, in particolare su abbonamento

E' ciò che aspettiamo anche per il mobile.

Per la pubblicità sarà una nuova manna dal cielo. Immaginate il modello Google applicato ai telefonini. Prospettive fantascentifiche direi, e business davvero in movimento.

Personalmente, credo che il mercato sia maturo, e ne è un sintomo il grandissimo successo dei mini pc low cost come l'Asus Eee Pc, adatti alla connettività in movimento.

venerdì 6 giugno 2008

Snapshot: per me sono out.

Ho deciso di fare a meno degli Snapshot. Mi davano fastidio rallentando di molto la navigazione.

Credo che non siano adatti ad un blog con così tanti link come il mio, diciamo in generale a nessun blog. E' vero, creano movimento e possono pure sembrare interessanti, ma non aggiungo molto, anzi per me distraggono.

giovedì 5 giugno 2008

Ford Key Skyline. A good Print AD.

Gran bella idea, non trovate?

Qui ci sono maggiori dettagli sull'agenzia, i creativi e tutto il resto.

mercoledì 4 giugno 2008

Asus Eee Pc 901 e 1000: low-cost computer.

Dopo avervi parlato dell'Eee Pc 900, ecco che ASUS presenta due nuovi modelli di mini-pc.

Ancora non si conoscono i prezzi, ma saranno un poco superiori ai precedenti modelli. Aumento giustificato dal posizionamento nella fascia alta dei pc a basso costo.

L'Eee Pc 901 sarà la naturale evoluzione dell'Eee 900, con una batteria a più lunga durata e il CPU Intel Atom. Invece, il 1000 avrà uno schermo leggermente più grande da 10 pollici, una RAM doppia da 2 Giga, un peso da 1,4 kg contro i 900 grammi poco più dei modelli precedenti, e una batteria ancora più performante con sei celle e 7 ore e mezza di autonomia. Entrambe le novità, avranno come già i modelli precedenti un sistema operativo Linux ottimizzato da Asus o Windows XP.

E gli altri concorrenti? Non stanno certo a guardare. HP, DELL e ACER vogliono dire la loro nel mercato dei mini-pc low cost.

venerdì 30 maggio 2008

View from my home


View from my home
Inserito originariamente da Gipo!
This is the source of me.

I'm arriving!

giovedì 29 maggio 2008

South Park: Wendy's Song



Non mancavano anche a voi? Eccoli, i miei amici preferiti.

Qui i ragazzi di South Park fanno un'audizione a Wendy - la fidanzatina di Stan - come voce femminile per la loro boy band.

Sono sempre mitici e comunicano allegria a go go!

Il testo della canzone è sboccatissimo, eccolo:

"Mrs. Landers was a health nut,
she cooked food in a wok.
Mr. Harris was her boyfriend,
and he had a great big..
cock-a-doodle-doodle the rooster just won't quit,
and I don't want my breakfast,
because it tastes like..
shitzus make good house pets,
they're cuddly and sweet,
monkeys aren't good to have 'cos they like to beat their..
meeting in the office a meeting in the hall,
the boss he wants to see you so you can suck his..
Balzac was a writer he lived with Alan Funt,
Mrs. Roberts didn't like him but that's cuz she's a..
contaminated water can really make you sick,
your bladder gets infected and blood comes out your..
dictate what i'm saying 'cos it will bring you luck,
and if you all don't like it, I don't give a flying fuck".

martedì 27 maggio 2008

Scrivere


Per i motori di ricerca digito il testo:

"Bisogna prendere speciali precauzioni contro la malattia dello scrivere. Perché è un male pericoloso e contagioso". Pietro Abelardo.

lunedì 26 maggio 2008

Avanti Popolo!

Dal 13 aprile qualcosa è cambiato.

Ho osservato come la gente si comporta con le cacche per strada.
Nessuno svolta più a destra o a sinistra della problematica.
OOOOP... fanno tutti un salto in avanti.

L'Italia a piedi uniti finalmente si muove.

E' bellissimo.

Il Governo è unito. La Politica è unita. La Confindustria è unita. I Poliziotti a Napoli sono uniti. Messina presto sarà unita. Persino Soru ispira Unità!

E non preoccupiamoci per il po' po' di energia che ci vorrà per disintegrare l'atomo. Ce la faremo! A piedi uniti si può.

Perciò stringiamo! Il palo che ci siamo infilati dietro non si muoverà, ma noi sì.

Avanti Popolo! OOOOOP!

venerdì 23 maggio 2008

Asus Eee Pc 900: 900 grammi di portatilità.

O voi professionisti che aspettavate il compuer perfetto, smettete di vagare e fate l'investimento giusto!

Asus lancia il nuovo modello della fortunatissima serie Eee, che ha già venduto 1.000.000 di pezzi. In meno di un kilogrammo c'è tutto quello che serve e costa solo 399 euro iva inclusa.

Display 8.9", 1 Giga di RAM, fino a 20 Giga di storage (se si sceglie Linux come sistema operativo), webcam da 1,3 megapixel, audio stereo, microfono, connettività wireless, design accattivante.

Oggi mi sento proprio un venditore vero, di un prodotto utile.

Per maggiori dettagli sul computer dei vostri sogni, cliccate qui.

[Grazie a Imopen per la segnalazione e la prima lezione sul mondo binario ed esadecimale. Ah, andate a guardare le sue nuove foto su Pbase]

giovedì 22 maggio 2008

Free icon

Another free source for our work.

Today, a link for you this page were you can find free icon, very useful to improve your website.

See you!

[found on Delicious]

lunedì 19 maggio 2008

Stilgraf: Preserve.

Splendida campagna. Pulita ed efficace. Senza fronzoli.

[Agency: DPZ, San Paolo - Brazil]

Kama Shutra for It People


[Foto da Flickr scovata su Popurls]

BTL Europe: una risorsa per il Below the line.

Eccolo finalmente!

Ho trovato la risorsa che cercavo da tempo. Se per Tv, stampa, web, banner ecc ero già a posto, mi mancava un sito che raccogliesse lavori di below the line.

BTL Europe è gratuito, basta registrarsi. E' organizzato per settori e anche per paesi.

Tra le altre cose, c'è anche un glossario per i più sprovveduti sui termini tecnici dei materiali utilizzati.

venerdì 16 maggio 2008

Da Facebook stop a Google Friend Connect

Dopo gli entusiasmi, le prime delusioni.

Ho appena letto su TechCrunch un articolo dal titolo: "The Social Network war begins in earnest. Facebook bans Google Friend Connect". In altre parole, Facebook per il momento non permetterà al nuovo servizio di Google di far dialogare gli utenti registrati in Facebook su altri siti attraverso Friend Connect.

Come riporta l'articolo, la motivazione ufficale è per difendere gli utenti di Facebook, perché Friend Connect ridistribuirebbe sul web i dati senza il permesso esplicito dei netizer. Il che è una violazione dei termini d'uso.

Per chiarezza, va detto che Facebook ha lanciato prima di Google un servizio del tutto simile a Friend Connect che si chiama Facebook Connect. E questa sarebbe la vera motivazione: pura concorrenza.

Vedremo.

giovedì 15 maggio 2008

Google Friend Connect

Dopo gli specialisti MySpace e Facebook, anche Google si mette al passo nel mondo social con Friend Connect e il suo solito stile.

Google Friend Connect sarà disponibile a breve e permetterà di integrare le funzionalità tipiche di un socialnetwork nel proprio sito in maniera semplice e veloce. In pratica, Google sta sviluppando delle api open source - cioè free - che gli sviluppatori potranno integrare all'interno dei siti per cui lavorano. Un processo semplicissimo, del tutto simile al copia e incolla del codice di un video di Youtube che si vuole integrare nel proprio blog, or everywhere.

L'obiettivo di Google è permettere ai siti che non sono in grado di sviluppare un proprio "social system" di raccogliere alcune funzionalità 2.0, vantaggiosissime per generare traffico e rendere ciascuna visita più lunga, fidelizzando l'utenza. Questo perché, una volta integrato il codice, il proprio sito dialoga attraverso Friend Connect con piattaforme quali Facebook, Orkut e Google Talk. Così l'utente resta in contatto con i propri amici sparsi nel web direttamente sul sito in questione.

Google Friend Connect è lo specchio dei tempi. Visto il valore di social rodati come MySpace e Facebook, la cui ricchezza sta nei milioni di utenti registrati e attivi, e visto il moltiplicarsi di social network, sta nascendo l'esigenza di creare "social aggregators". Cioè piattaforme in grado di comunicare con diversi socialnetwork contemporaneamente. Un esempio di questo tipo è FriendFeed, che presto studierò a fondo.

Per l'utente diventa tutto più semplice, perché ha più profili sparsi nel web, altrettanti amici ancora più sparsi, ma un unico "web space" dove chattare, scambiare foto, video, opinioni ecc. Mentre Google si trasforma in una porta d'accesso anche in ambito social. Insomma: è lo stesso modello di business del motore di ricerca che funzionando da "Pagine Gialle" gratuite per gli utenti, attraendone così tanti da essere poi perfetto per la pubblicità su misura.

Per approfondire, guardate il video pubblicato da Google, che integro qui sotto, leggete questo articolo della BBC e visitate il sito della musicista Ingrid Michaelson, che già utilizza Friend Connect.

martedì 13 maggio 2008

Creatività: nuove strategie e nuovi criteri di valutazione.

Leggendo l'ultimo post di Oh My Marketing, ho riflettuto un po' sui metri di giudizio necessari per valutare la nuova cretività.

Come dice Max, forse è il caso che l'ADCI, Cannes e tutti gli altri che assegnano premi alla pubblicità, valutino le idee creative secondo nuovi parametri, che non siano i soliti di impatto, originalità ecc.

Concordo.

Se dovessi sparigliare le carte e proporre tre nuove macro categorie di valutazione dei lavori creativi, userei come metro di giudizio il rapporto che una campangna/idea ha nei confronti del destinatario/utente/pubblico/ consumatore.

La premessa necessaria per capire cosa intendo è che oggi il marketing è un Dialogo, non più un Monologo. Le aziende "illuminate" espongono sempre meno il target a ennemila passaggi di un video preconfezionato in tv, evitando di bombardarlo. Lo invitano piuttosto a dialogare, anzi a suggerire nuove soluzioni per migliorare il prodotto/servizio che esse offrono. E' come un invito a cena senza menu fisso e dove non si deve per forza parlare di lavoro. Easy.

Detta la premessa, ecco i tre criteri di valutazione:

LIVELLO INTERATTIVO: il pubblico intergisce con un prodotto di comunicazione preconfezionato. Ad esempio un banner che si espande a mouse over rivelando la main promise. Qui, chi fa la prima mossa è l'azienda che progetta e promuove un format per far conoscere e apprezzare un proprio prodotto o se stessa. Il pubblico ha un ruolo secondario perché non partecipa alla creazione del format, ma interagisce con esso solo dopo che è andato "on air".
Criterio di valutazione del format: l'interazione è funzionale al messaggio? O è pretestuosa?

LIVELLO INTERROGATIVO: l'utente sta cercando qualcosa. Per esempio, qual'è l'aspirapolvere ad acqua con miglior rapporto qualità-prezzo? E' l'utente che fa la prima mossa perché è lui che cerca. Il format è in questo caso quel meccanismo-strategia messo appunto dall'azienda per far trovare sé e i propri prodotti.
Criterio di valutazione del format: è funzionale a far trovare il prodotto facilmente? Magari per primo fra molti?

LIVELLO ATTIVO: la comunicazione la fa l'utente. Dal semplice word of mouth, al video viral fai-da-te, alla creazione di fun club non ufficiale, a eventi come Citytape. Qui il format è forse qualcosa di più sfuggente, ma identificabile con la strategia che ha spinto l'utente ad essere così interessato al messaggio dell'azienda da diventare suo "collaboratore" nella diffusione/amplificazione dello stesso. Il format può suggerire un media preciso all'utente o lasciarlo libero di creare ciò che vuole, dove vuole, come vuole, quando vuole, con chi vuole.
Criterio di valutazione del format: stimola abbastanza la creatività?

Ci rifletterò ancora su...

Francia: campagna contro gli incidenti stradali.

Il Sole 24 Ore pubblica un articolo dedicato alla campagna contro gli incidenti appena uscita in Francia. Il Sole pubblica anche tutti i video fin'ora prodotti qui.

Personalmente credo sia una buona strada per sensibilizzare il pubblico. Ma non capisco perché il giornale di Confindustria la definisca "choc". A me 'sta campagna non chocca, stimola l'immedesimazione e mi fa pensare.

lunedì 12 maggio 2008

Fight or Fuck? This is the question.



Stimolato dal post di ieri, da una conversazione privata e dalla solita crisi allergica (e non solo) di stagione, sono tornato sull'eterno dilemma: combattere o mandare tutto e tutti in der posto? La seconda o a seconda?

Mah!

[Video scaricato dal sito ufficiale di Verdone]

Real Fight Club

Ai miei lettori, almeno ad una lettrice, questa notizia piacerà.

Nella Silicon Valley è stato creato un vero Fight Club. Guardate:








[Video scovato qui]

domenica 11 maggio 2008

L'intelligenza laterale. Ab ovo.

Mi sono sempre chiesto come facciamo noi copy ad essere tanto intelligenti.

E' un privilegio di classe o una sfiga del cazzo?

No, perché a me pensare tutto il giorno mi fa pure piacere, e l'idea che mi fa illuminare il cervello come una lampadina a volte può essere pure orgasmica, ma trovare il pelo nell'uovo mi fa schifo quanto trovare un pelo in bocca.

Questi pensieri assurdi mi sono venuti in modo del tutto laterale - per fortuna non da altre direzioni - guardando questo geniale video di cui consiglio la visione ai normodotati.


How To Balance An Egg On A Light Bulb - Click here for the most popular videos

Un altro consiglio per aprire la mente "dal principio", è la visione di Videodrome, di Cronemberg. Un piccolo capolavoro, molto anni '80, i cui effetti speciali sono in piccola parte realizzati con un Commodore 64, un film sulla violenza dilagante nella coscienza collettiva generata dal piccolo schermo. Da notare che uno dei personaggi è ispirato a Marshall McLuhan.

[Spesso, da oggi prenderò in mano il latino, è così british! Per "Ab ovo" leggete qui]

venerdì 9 maggio 2008

Nerd birthday cake


more nerdy birthday cakes
Inserito originariamente da chantastic
It's fantastic, isn't it?
It remember me the 25th punk anniversary video ad.

I've decide to write some posts in English, from now. And about this, you can find useful this translation web site: lexicool.com.

[Photo from Flickr]

giovedì 8 maggio 2008

Pub in Calle de las Huertas. Madrid.


Pub in Calle de las Huertas. Madrid.
Inserito originariamente da Gipo!
Che ne dite di questa Foto madrilena?

E' di un certo Gipo!

Per vederne altre sue, cliccate sulla foto e andate su Flickr.

mercoledì 7 maggio 2008

Youtube ActiveSharing

Youtube ha implementato un nuovo video player e un nuovo servizio: l'Activesharing.

In parole brevi, se si sceglie di attivarlo, è possibile lasciare traccia sul proprio profilo dei video guardati. Direi che è una cosuccia molto utile per i video hunter a caccia di novità da far conoscere al mondo. Un po' meno per i video-amanti del porno trash.

Comunque, niente paura. ActiveSharing è disattivabile in ogni momento e lo storico è di soli 30 minuti. Quanto basta per fare un giretto tra le cose serie e poi tornare alle schifezze!

lunedì 5 maggio 2008

Madrid. Divertimento Real!


Eccomi, sono tornato!

La foto con cui inauguro il mese di maggio l'ho scattata ieri notte, nel bel mezzo della festa coi calciatori e Cannavaro (arrivati alle 2.30 di notte) per il 31° scudetto del Real Madrid.
La foto è una prospettiva sulla Gran Via.

Durante i festeggiamenti, ho ricevuto anche io un premio: Google mi ha assegnato il PageRank.

Buona primavera Madrid!

[Mi sono accorto che nel precedente post ho scritto "martedì 5 maggio". Ma il martedì 5 maggio 2008 non esiste. Come non esiste "non fare fiesta" a Madrid].

martedì 29 aprile 2008

Good Bye advertising!


Madrid. Plaza de Callao.
Inserito originariamente da josemazcona
Il blog va in vacanza con me. Ci leggiamo martedì 5 maggio, sempre che Copyo non s'innamori a Madrid!

lunedì 28 aprile 2008

Bruxelles street advertising



Ho visto questa pubblicità nella zona della borsa di Bruxelles, non è simpatica?

[Foto mie. Per vederne altre moooolto personali about Brussels and more andate su Flickr]

giovedì 24 aprile 2008

Codec H.264 and High Definition Video

Oggi sono proprio felice: si va in vacanza!
Con la mia Sony Handycam Full HD andrò in giro a filmare Bruxelles e dintorni, in attesa di Madrid e dintorni.

Ma che cosa permette alla mia videocamera di catturare immagini di grande qualità? E' il formato video H.264, un codec video MPEG sempre più utilizzato per la realizzazione e trasmissione di filmati ad alta definizione. Il tutto grazie ad una capacità di compressione davvero unica.

Per intenderci, il formato H.264 è alla base dei TV HD ed è usato nella Sony Play Station Portable. Apple è stata una delle prime a scomettere su questo formato, introducendolo nel 2005 su iTunes Store e QuickTime.

Poi anche Adobe l'ha scoperto e nel 2007 l'ha integrato nel Flash Player 9, permettendo anche sul web e in streaming, la visione di filmati eccezziunali veramente, così anche su Youtube iniziamo a trovarne di belli!

Il codec H.264 è alla base dell'iPhone e della stessa tecnologia Blu-ray della Sony, il DVD del futuro, già in commercio.

Insomma, super immagini per una super vacanza!

Ci rileggiamo tra qualche giorno, buon 25 Aprile a tutti e in bocca al lupo a chi sosterrà la battaglia per un'informazione più libera!

[Immagine da Google Image]

lunedì 21 aprile 2008

I focus group? Meglio una buona strategia!

A chi non è mai capitato di sentire il cliente tirarsi indietro perché il responso dei focus group non era quello previsto?

Io odio i focus group!

Cmq, leggetevi questo articolo su Advertising Age a proposito del comportamentento dei consumatori in tempo di ristrettezze economiche.
Il consiglio è non tanto di ascoltare i responsi dei focus group (spesso inattendibili), né di diminuire i prezzi del proprio prodotto con sconti e promozioni, ma di capire - ancora una volta - il proprio target behavior.

Un interessante esempio riportato nell'articolo è quello della Tag Heuer che, nella crisi economica e petrolifera degli anni '70...

... didn't shy away from its association with racing, despite the somewhat exclusive gas-guzzling reality of Formula 1. In fact, it became the sponsor and official timekeeper of Team Ferrari. Was it tempted to pull back and become another Timex? Perhaps, but fortunately it persevered and is now one of the strongest lifestyle brands in the world. It understood the relationship between its brand and its consumers and leveraged it despite tough economic times.


Duri alla meta. Si vince.

[Nella foto Kimi Raikkonen, in testa al mondiale di F1 con la Ferrari]

Design e via Tortona: come desiderare un lanciafiamme.

Esperienza personale al Fuorisalone sabato sera: pessima.
Bei luoghi, zona interessante di Milano - via Tortona -, ma troppa folla... e che gente! Tutti psudo-colleghi. La sensazione era un po' com quando me ne torno a casa mia in Sardegna d'estate e trovo milanesi in spiaggia. Uno di quei momenti in cui desidero una bella onda anomala! Perché cribbio! Ce ne fosse stato uno vestito da semplice cristiano! l'occhialino giusto, la sciarpina, la scarpetta, la giacchetta... ahooo! Era un'esposizione di design, mica la settimana della moda!

A dispetto del grande successo di pubblico, io non sono riuscito ad apprezzare molto di quel che ho visto. Tutto mi è sembrato la solita marchetta lombarda. Forse ho sbagliato giorno. O forse Milano deve imparare a dire le cose in maniera diversa.

Comunque, ecco una risorsa utile per il design, collaborativa e senza puzza sotto il naso, il Wikidesign. Si tratta di un progetto del Centro Sperimentale di Design Poliarte di Ancona. E' un progetto giovane, perciò ancora da costruire e ampliare. Però mi sembra interessante e tutto italiano.

[Immagine da Google Images]

venerdì 18 aprile 2008

Flash game


Death Noteee Dress-up :D by ~amytk on deviantART

Ridatemi le biglie!


Photorealism at the Millennium by ~ja5on on deviantART

Behance Network e DeviantART

Eccomi anche oggi. E' venerdì finalmente!

L'altro ieri mi sono lasciato andare ad esternazioni politiche, oggi rimedio riproponendo Behance Network e DeviantART, segnalatomi dal mio amico Imopen.

Behance Network è un aggregator dove creativi di molteplici settori possono inserire i proprio lavori. C'è inoltre un tool per la creazione di veri e propri portfoli. Molto utile per noi creativi!

DeviantART è più o meno la stessa cosa, così diffuso che mentre vi scrivo sono presenti 54,543,702 deviant. E il numero cresce di secondo in secondo, come si vede dalla Home.

Una sola cosa: qui col copyright non si scherza, anche se è possibile bloggare i contenuti.

martedì 15 aprile 2008

Behance Network: una risorsa creativa nella savana

Archivio la politica e torno sul pezzo. Scriverò un bel pezzo di...

La risorsa di cui parlo non ho voglia di raccontarvela, ho altro a cui pensare. Sto già facendo i conti di quanto mi tornerà in tasca con la prossima finanziaria del Berlusca e Tremonti.

Arrangiatevi, questo è il link.

Basta con lacrime, sangue e ideologie. Da oggi soldi facili, poche tasse e lotta agli stupri. C'è bisogno di sicurezza, alleanza e fratellanza. Io sto col germano Bossi. A luglio prendo la cittadinanza lombarda e voto per lui tutta la vita.

Fidatevi. Un sardo che promette è meglio di un cinghiale coi cojoni girati.

[Grazie a Marco Abbenda per il disegno realizzato in occasione della "Sagra del Cinghiale e del Tortello" di monte Pescali - Grosseto]

lunedì 14 aprile 2008

Un paese bipolare?

Spiegavo in questi giorni al mio coinquilino americano, deluso dalla sua avventura italiana, che Milano non è l'Italia. "Per trovare il meglio - gli dicevo - devi andare a Verona, Mantova, Bergamo, Padova, Perugia, Assisi, Napoli, Palermo, Lecce, Nuoro. Perché sai -aggiungevo - l'Italia è il paese dei cento comuni, delle piccole realtà legate ancora alle bellezze del territorio e alle cure familiari".

Parlando di famiglia, mi ha guardato male facendomi capire che la famiglia è un valore un po' più universale. Capito l'errore, sono tornato sui miei passi e ho cercato di spiegargli l'Italia attraverso la comicità di due nostri eroi: Totò e Sordi.

Gli ho detto che Totò rappresenta la comicità primitiva, teatrale, spontanea e dissacrante nel gesto apparentemente senza senso. "Conosci Arlecchino? Ecco, un po' come lui. Il teatro comico è nato qui, lo sai? Bene". "Sordi è invece una specie di comico d'autore, un po' più difficile da spiegare, te ne parlo un'altra volta".

Siamo andati su Youtube e gli ho mostrato la scena del treno di Totò, quella in cui sbeffeggia un rappresentante del potere, l'onorevole Cosimo Trombetta... "Aaah, e chi non conosce quel trombone di suo padre". Giù risate.

Ogni regione italiana ha sempre avuto - gli ho spiegato - la sua maschera, il suo comico. Poi, qualcuno più bravo diventava un simbolo nazionale capace di far ridere tutti e di irridere il potere. Ma nessuno, neanche Totò, è stato mai in grado di corrodere il potere, di logorarlo fino a migliorarlo o farlo cadere.

La comicità innata degli italiani non ha mai rappresentato una fonte di cambiamento, ma uno status quo. Non tanto perché i politici sono spesso più comici dei comici veri, ma perché noi tutti ridiamo e poi siamo contenti. Nessun comico, neppure Grillo, cambierà mai la politica italiana perché agli italiani piace ridere insieme, ma lottare in ordine sparso.

Oggi ha vinto Veltrusconi. Lo status quo semplificato a due grandi coalizioni.

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Il bipolarismo, come sogno e necessità politica italiana, risale almeno a trenta anni fa, a Berlinguer e Moro. Quella visione fu fermata col terrorismo, con le stragi, con i silenzi.

Quando iniziai ad interessarmi di politica, agli inizi degli anni '90, prima ancora di Mani Pulite c'era Bossi che diceva "Basta, Roma ladrona". A sbeffeggiare la politica con il celodurismo era un politico, non un comico. Bossi fu il primo personaggio fuori dalle ideologie comuniste, socialiste e democristiane a dire che c'era bisogno di qualcosa di nuovo. E molti lo seguirono.

Poi arrivarono i tribunali e le stragi di Palermo. Sembrava il momento buono per qualcosa d buono. Il bipolarismo, la politica dell'alternanza. Ma non era così. C'erano ancora le ideologie a rompere i maroni.

Oggi, definitivamente disintegrati pure i comunismi, fino alla loro completa sparizione dal nostro Parlamento, Bossi è il trionfatore, insieme a Di Pietro, eroe dell'epoca dei tribunali.

Ci sono voluti un po' di anni, molti disastri e soprattutto due grosse aggregazioni bancarie prime di arrivare al bipolarismo di questo 13 e 14 aprile 2008. Sì, le banche, perché la politica non è dei comici, ma dei progetti, del denaro che serve per realizzarli e della gente che è disposta a crederci.

Veltrusconi non sono i due leader dei principali partiti italiani fusi insieme, ma l'entità che rappresenta in parlamento gli interessi economici.

Dei soldi non ridono nemmeno gli italiani - ho detto a Jacob - "ne abbiamo tutti un gran rispetto".

Quindi, guardiamoci intorno e scoviamo nei nostri cento comuni le ricchezze che ancora non abbiamo disperso, perché a quelle ci teniamo, no? Se saremmo capaci una volta tanto di non metterci a ridere per tutto il resto, forse faremo qualcosa di buono e il mio coinquilino americano smetterà di prendermi in giro quando vede i nostri politici alla TV.

Repression 2.0

Il titolo non è mio, ma di Newsweek.

Il magazine pubblica un articolo sulle nuove strategie adottate - così pare - dai servizi di controllo dei regimi totalitari.

Il concetto è semplice: "spies don't hide", le spie non si nascondono. Proprio come nelle attività "aperte" del web 2.0, chi desidera raggiungere un sistema di controllo basato sulla paura fa notare la propria presenza.

Diabolico.

L'articolo descrive i metodi di repressione 1.0. Nel primo periodo dell'epoca internet, i siti "pericolosi" venivano bloccati da software simili ai filtri parental control presenti su tutti i computer. Questo metodo non si è rivelato pienamente efficace perché è impossibile controllare tutte le nuove pagine pubblicate.

Così, si è pensato di raggiungere direttamente i webnauti nei luoghi social online - anche su cellulari - con messaggi tipo "sappiamo quello che fai, comportati bene". Questo crea l'idea di un controllo costante, invasivo, deterrente.

Diabolico 2.0 elevato X.

[p.s.: la Cina, stando all'articolo, è il leader di questa strategia. L'idea del nemico alle porte cresce. Mah!]

venerdì 11 aprile 2008

Tibet, Cina e Olimpiadi. Che fare?

Scrivendo un commento sul blog della mia amica Carla, ho iniziato a prendere posizione sul problema Olimpiadi-Tibet-Che fare.

Sono arrivato ad una conclusione, stimolato anche dalla sortita di Gianni Vattino che si è espresso in modo del tutto controcorrente, sostenendo un appello choc contro i monaci tibetani. La sua tesi è che la stampa occidentale stia mettendo su una campagna anti-Cina che trarrebbe origini da un antico piano inglese contro il gigante asiatico.

Non ho idea di come stiano realmente le cose, perciò ragiono di cuore e di pancia.

Credo che la Cina faccia paura. Credo che faccia paura e invidia la sua economia crescente a ritmi insostenibili per qualunque altro paese occidentale che si ritiene l'unico unto dal signore. Credo che faccia paura la sua enorme popolazione così diversa dalla nostra, da evitare nelle nostre chinatown. Credo che facciano paura i suoi arsenali atomici dal risveglio improvviso. Credo che la Cina che attacca dei monaci inermi faccia ancora più paura ai nostri palati fini disabituati alle guerre fuori dagli schemi e dentro gli schermi.

A me, francamente, fa paura l'estremismo della paura.

Penso che se le cose in Tibet proseguono come le abbiamo viste sui giornali di recente, i governi debbano fare qualcosa, non so cosa, non mi interessa dirlo qui.

Vorrei però che gli atleti fossero lasciati liberi di portare a Pechino il messaggio Olimpico. Il messaggio di pace universale nato ad Olimpia.

Se nessuno va in Cina, chi racconterà ai cinesi ciò che vediamo noi qui? Vogliamo permettere al governo cinese di proseguire la sua propaganda, quale che sia?

Io non voglio isolare la Cina. L'isolamento porta il peggio.

Per questo penso ad una strategia altrettanto greca, quanto quella della pace olimpica: un cavallo di Troia, pieno zeppo di atleti, di ragazzi, di gente che vuole comunicare, condividere, conoscere, scambiare pensieri ed emozioni.

Che è, con la Cina facciamo affari - continueremo a farli anche dopo agosto - ma non vogliamo parlarci? Che epoca 2.0 del cavolo è? Quella comoda del web domestico? Tutto chat e niente azione?

E poi, essendo il nostro un paese colluso con le mafie mentali più o meno organizzate, cosa accadrebbe se qualcuno decidesse di boicottare il nostro sudato Expo del 2015 se non facciamo qualcosa per sconfiggerle?

Perciò, che a noi lascino il nostro Expo e gli atleti e i visitatori siano lasciati liberi di andare a Pechino. Quando sarà il momento di salire sul podio, facciano qualcosa di simbolico, come niente inno nazionale e su una bandiera universale.

I cinesi capiranno, o no?

[Dimenticavo: il Dalai Lama dice di non boicottare le olimpiadi. Se lo dice lui che la realtà la conosce, qualcosa vorrà dire]

giovedì 10 aprile 2008

Passate a trovarmi, ho gli snapshot.

Ebbene sì, ho messo anche io gli snapshot sul mio blog. Basta che passate sopra i link per scoprire dove trovarmi prossimamente.

Tra due settimane sarò qui. Tra tre settimane qui e sabato qui.

Mobile Social Networking.

Chi non ne ha già sentito parlare? Da quanto stiamo aspettando che i cellulari si trasformino in tutto e per tutto in veri computer portatili sempre in rete a prezzi accessibili?

Tutti ne parlano, tutti aspettano.

Ho ancora un vecchio telefonino e sto aspettando che muoia per passare ad uno di quelli che promettono follie, tipo il Nokia N96, di prossima uscita. Lo voglio perché desidero capire se mi connetterà col futuro annunciato oppure no. Ma, sinceramente, credo che dovrò aspettare.

Perché? Perché il mercato non è pronto. Così come il web 2.0 è arrivato solo dopo una penetrazione sufficiente del braodband a costi accessibili, allo stesso tempo il social mobile arriverà solo quando chiunque potrà permettersi un cellulare di fascia alta - almeno stando ai prezzi di adesso - e quando gli operatori telefonici abbasseranno i costi della navigazione web sui dispositivi mobili.

Chi sviluppa le applicazioni sarà velocissimo ad adeguarsi. Loro sono sempre i più veloci. Perché loro siamo noi, o no?

Waiting for Linux mobile 2.0.

martedì 8 aprile 2008

Virzì: call centre e precariato.

In du 'u culo al precariato!

Mi consenta onorevole Laqualunque, ma ho appena visto il film di Virzì e sono molto incazzato.
Conosco bene l'argomento, ho fatto due anni e più dentro un call centre e confermo: E' TUTTO VERO!

Ma il precariato e lo sfruttamente sono mali comuni, no? Tutti noi ce ne lamentiamo, ma poco facciamo. Parlo del nostro settore ovviamente. Ecco alcuni responsabili, in ordine sparso:

1) Gli stagisti - lo sono stato anch'io - che dicono sempre sì, anche a 500 euro al mese per un anno di fila. Siete giovani ma non cretini e senza dignità, o sbaglio?

2) Gli idioti, che credono ancora che la pubblicità sia il paese dei balocchi, mentre è un lavoro come tutti gli altri. Odio sta gente che fa di tutto per entrarci e poi di fronte a una brochure da scrivere o impaginare si sente ferita nell'orgoglio perché non è un lavoro abbastanza creativo per le loro menti sopraffine.

3) Le agenzie, che tengono bassi i prezzi dei salari (o vanno avanti con gli stagisti) perchè la concorrenza è così spietata che per avere speranza di vincere una gara l'offerta economica deve stare bassa.

4) Gli immorali. Tutti coloro che prendono barche di soldi senza aver fatto nulla. Vi sembra giusto che il testimonial di una campagna debba guadagnare migliaia di euro solo perché il suo faccione è famoso? Eh? E poi i motociclisti che fanno brum brum e giocano con le tartarughine evadono le tasse!


Non ho detto niente di nuovo. Ma almeno l'ho detto.

South Park e Youtube. Let's dance with Butters!

I miei amici di South Park, Colorado, hanno prodotto un video di successo e l'hanno messo su youtube per raccogliere soldi a favore del Canada.

E' successo nella puntata 4 della serie 12, ancora non trasmessa in Italia. Su Southparkstudios potete vedere l'intero episodio in cui ci sono alcuni dei più celebri divi del webtubo, dal biondino che grida e piange, al grassottello che canta Numa Numa, fino a Chocolate rain.

Guardatevi la canzone di Butters!

P.s: il biondino che grida non lo trovo più! Help! Per farmi perdonare guardatevi un altro mito della rete, i Syncsta che doppiano e ballano Numa Numa e il commercial di Arnet sempre al suon di Numa Numa e che recita "Broadband per tutti". Viral Power Forever!

domenica 6 aprile 2008

Vinitaly e il vino di Gavino.

Gavino chi? Sanna, of course.

Il Vinitaly è stato sabato l'occasione per incontrare colleghi, clienti e care amiche che sono sicuro verranno presto a farmi visita qui nel blog. In fondo, non sono ancora sui giornali perché non sono una pin up, ma mi si trova su internet perché sto diventando una pop up :-)

E' stato bello rivedere la bella Verona e un onore scorgere l'inconfondibile pettinatura del grande art conterraneo.

Non riesco a non fare lo spottone alla Sardegna, sono di parte. Assegno ai vini Sa Mesa di Gavino Sanna il primo premio. Ho assaggiato un rosato di uve Carignano del Sulcis che era la fine del mondo, già capace di conquistarmi con il profilo della bottiglia nera e un'etichetta minimal che ricorda i motivi dei tappeti isolani.

Signori, il vino di Gavino è buono e il maestro dell'immagine è sempre lui.

[Foto da qui, link che consiglio di leggere per chi si vuole fare un giro nel Sulcis, zona magica e selvaggia, ricca di miniere, spiaggie e comunisti a est di Cagliari].

P.s: compagne di sbronze, lasciate messaggi!!!!

venerdì 4 aprile 2008

Oggi South Park. Nel 1978 Goldrake.

Sto parlando dei miei miti.

Corriere.it pubblica oggi una videonotizia che cattura l'attenzione di chi un tempo era un bimbetto scemo. Il 4 aprile 1978 Atlas Ufo Robot sbarcava in Italia.

Ho già scritto un testo teatrale su quell'episodio quando lavoravo al Piccolo. Ora potrei scrivere un romanzo, ma questo è un semplice post, per cui stringo.

Uno dei mantra del marketing di Séguéla era: "Fai della tua marca un mito". Per questo parlo qui di Actarus&Co. Perché credo che l'insegnamento del grande Jacques sia ancora validissimo. Prendiamo spunto dai nostri eroi e le nostre idee saranno migliori.

Riguardiamoci la sigla, va.




Notizia segreta e revisionismo storico: nell'aprile del '78 fu Craxi a chiamare Goldrake. Ma Moro non saltò fuori lo stesso.

giovedì 3 aprile 2008

Succede su Zooppa


L'altro ieri ho iniziato a commentare un po' di "print ad" sul social del momento (almeno per me), Zooppa, e sul contest appena innaugurato, quello di Agos.

Beh, sapete che è successo? Siccome è pieno di commenti stile "siamo tutti amici, volemose bene e vota anche me che io ti ho votato", ho pensato di lasciare commenti un po' più professionali e alcuni ragazzi hanno cominciato scrivermi chiedendomi di commentargli i lavori.

Evvai! Le critiche costruttive premiano!

[Immagine da Google]

mercoledì 2 aprile 2008

Due marcie in più, ma in retromarcia.

Su Repubblica.it di oggi mi hanno colpito due notizie di prima pagina, dedicate a due colossi americani, Nike e Google.

Il problema sono i dipendenti, le risorse con la R maiuscola.

Nel Vietman riunificato 20.000 lavoratori della Nike sono andatati in strike per ottenere aumenti salariali.
Da Mountain View, x mega-dirigenti e ingegneri cervelloni se ne stanno andando a Facebook o per i fatti loro per creare nuovi business o per trovare nuovo terreno fertile per le loro idee.

Ok. Nike e Google sono così grandi che ammortizzeranno le perdite, anche quelle di immagine, in qualche modo.

Ma quelle piccole aziende che lasciano andar via i loro dipendenti, o non li curano, quanto perdono in competitività e know how? E quanto perdono in "comunicazione"? Sì perché quanto incidono notizie come queste sull'opinione pubblica e sui consumatori?

I professionisti della comunicazione nutriti a colpi di Cluetrain stanno sempre più consigliando alle aziende di "dialogare" col mercato.

Ebbene, non mi stancherò mai di dirlo alle aziende: il dialogo, il confronto e la comunicazione iniziano in casa propria.

lunedì 31 marzo 2008

EXPO 2015: VINCE MILANO!


Evvai! Milano ce l'ha fatta e s'è presa l'Expo 2015.

Mi fa piacere, sono sincero. Lo so, molte cose si faranno all'italiana, ma è un'occasione per aprire la città dove vivo a qualcosa di nuovo.

Il tema poi è molto interessante e se tutto il paese venisse "trascinato" da un modello di sviluppo sostenibile forse 'sto paese 'gna fa davvero a venire fuori dal buio.

Sperem!

[Immagine da Google]

sabato 29 marzo 2008

Baghdad Brucia - بغداد ( free iraq)

Complimenti agli autori di questo video.

Ho aperto questo blog per dire la mia sul mondo della comunicazione e della pubblicità. Ma mi chiedo già da un po': a che servirebbe aprirne un altro per aprirmi al mondo ?

venerdì 28 marzo 2008

South Park Studios


E' arrivatooooo!

E' online il beta di South Park Studios, il sito dei miei miti postmoderni.

Grazie al mio amico Imopen che me l'ha segnalato ieri notte durante una delle nostre messanger night session.

Avrò un sacco di tempo per sviolionare ancora sul sito di South Park. Ciò che conta adesso è sentirmi parte di una tribù di fans planetaria e farvi sapere che sono free e in ottima qualità tutte le puntate, di tutte le serie. In inglese, of course.

Il sito è pieno così di widgets, come immagini e suoni scaricabili, anche per cellulari. C'è la chat, c'è il forum, c'è il dietro le quinte, c'è il merchandising, lavori extra degli autori, l'avatar creation...

C'è tutto.

Anche la pubblicità, damn it!

[Immagine scaricata dal sito in questione]

giovedì 27 marzo 2008

Vota 'Ntonio! Vota 'Ntonio!

Un'aiutino dalla rete per gli indecisi.

Che faccio nella cabina elettorale il prossimo 13 e 14 aprile? Sicuramente quello che farò io sarà poco da cabina di regia: finché non ci restituiscono la possibilità di indicare il candidato, cazzo!

Vabbé, lasciamo perdere i commenti che se no piuttosto che un post scrivo un pamphlet.

Ecco il sito che vi dice a quale partito siete più affini dopo aver risposto a 25 domande/temi.

P.s.: ieri ne ha parlato pure corriere.it e il sito è stato preso così d'assalto che per un lungo tratto il server era giù. Allora gli indecisi-curiosi sono proprio tanti! Sperem negli indecisi.

martedì 25 marzo 2008

Spottami questo.

L'ho appena visto su NinjaMarketing. Eccolo:



[Volkswagen Campaign]

Usato garantito.

Su BannerBlog ho visto un simpatico banner targato Mini, utile per chi in UK cerca una Mini usata garantita. Si tratta di un esempio di rich interactive advertising dove l'utente non solo guarda ma interagisce.

Banner come questi hanno il grande vantaggio di essere non tanto la solita campagna che dice "ci sono anch'io", ma anche un "servizio anticipato". Infatti, il banner è il primo passo in cui l'utente indica (in un classico menu a discesa) la preferenza per un certo modello di "Used Mini". Completerà poi la ricerca dell'auto e del dealer autorizzato nella landing page (integrata all'interno del sito Mini UK).

Se vogliamo, è un advertising 2.0 perché partecipativo e customer oriented.

Un solo appunto. Mi aspettavo che, nel banner, quando la Mini sfodera la trivella spaziale, l'auto se ne sarebbe andata in giro per la pagina.

Ma so che banner expandible, interattivi e pure overlayer sono un po' difficili da confezionare.
Perciò: creativi perdonati (anche perché sono sicuro ci hanno pensato ma gli è stato risposto "Niet").

[Images da Mini Uk]

giovedì 20 marzo 2008

Homo Sapiens 2.0

Come sapete, se avete letto un po' di post precedenti, adoro le definizioni. In particolare, ammiro lo sforzo con cui si cerca di sintetizzare tutto ciò che sta attorno al web.

Ho parlato di Generazione Y (gli attuali 20enni), adesso parlo di "Homo Sapiens 2.0", cioè i nati con e dopo Netscape e Explorer, classe 1995 e seguenti. I bambini, se non l'avete capito.

L'articolo di Corriere Blog dove ho trovato la definizione tocca temi molto interessanti. Mi piace la distinzione tra "schermi passivi" (TV) e "schermi attivi" (cellulare, pc, Playstation, iPhone). I secondi sono amati dagli Homo Sapiens 2.0, mentre i primi sono per i "figli di Gutenberg", cioè noartri più veci.

Ehi, un momento...

Gutenberg? Ma non è quello dei libri a caratteri mobili?
Tempo fa, nei salotti buoni, si diceva spesso: "Ah, odio gli ebook! Io adoro leggere un libro vero, il giornale vero. Mi piace toccarlo, sentirlo tra le mani. E' così... è così... orgasmatico, direbbe Woody-Dormiglione".

Oggi, che i touch screen sono prodotti di massa, 'sta cosa dei libri sarà ancora vera, ma il tatto ha un senso un tanticchio nuovo. Ne sanno qualcosa in Microsoft Research, per esempio, dove si studiano nuovi display.

p.s.: e se si cominciasse a parlare di "Omo Sapiens"?

[Image da Google]

Comunicazione di frontiera

Guerilla Art per bucare i nuovi muri.

Tra Israele e Palestina.



[Art work from Banksy]

lunedì 17 marzo 2008

In difesa dei blog.

Lo IAB Italia (Interactive Advertising Bureau) ha preso posizione con una lettera aperta a Bruno Vespa in difesa dei blog, di internet e direi del nostro lavoro.

Penso sia significativo che l'ufficio italiano della più rappresentativa organizzazione mondiale della pubblicità su internet si sia pronuciata su un tema che ci riguarda da vicino, come operatori del settore.

Tutto nasce da una serata di Porta a Porta in cui si è parlato di blog.

Non commento perché non ho visto integralmente la puntata e non mi va di ironizzare su questo tema.

Su Youtube c'è uno stralcio della puntata.

Vi lascio guardare e leggere.

venerdì 14 marzo 2008

Un sacco bello.



Chi lo dice che il web è sinonimo di novità.
Spesso lo è per forza. Come se tutto ciò che è web debba essere sempre "nato domani".

No!

Il web è bello perché c'è tutto, anche le cose fantastiche di qualche anno fa.

[Print ADV from Wieden+Kennedy]

mercoledì 12 marzo 2008

Per andare in rete ci vuole un bel cross. O no?

L'argomento non è il calcio. Magari!
Preferisco parlare d'altro. Il Cagliari è ad un passo dalla B, porca patata!

Il goal di cui parlo è fatto con una pallina di formaggio: "vendere, vendere, vendere, anche ai kids".

Su corriere.it ho letto questa notizia, che ha ricevuto un assist da questa di internetnews.com.
Si parla dei ragazzini americani tra i 9 e i 17 anni che sono alti consumatori di Cheesy Poofs (palline di formaggio) e vanno in multitask. Cioè guardano tv, chattano, giocano con playstation, parlano al cellulare, mangiano le Cheesy Poofs, TUTTO IN SIMULTANEA. Sono bambini reali o personaggi dei cartoni? Non so, non ho figli - tanto meno americani - perciò mi fido a 90° di quel che leggo e delle statistiche.

Corriere.it dice:

"I signori del marketing e delle strategie pubblicitarie hanno messo a fuoco il fenomeno già da un po' e ora stanno studiando un formato pubblicitario che ben si adatti a questo strano pubblico. L'obiettivo è quello di creare campagne comunicative su piattaforme multiple, anche perché questo segmento di popolazione - già molto importante per chi elabora le strategie di mercato - è destinato a crescere sempre più e ad avere sempre più peso: loro saranno i consumatori di domani."

Insomma, noialtri "signori del marketing e delle strategie pubblicitarie" ci stiamo dando da fare per produrre contenuti cross-content e cross-platform, come si è parlato allo SMAU 2007. In altre parole, contenuti prodotti con una tecnologia abbastanza flessibile (Adobe Flash o Java) da essere fruiti - non fritti! - facilmente su più devices (browser, desktop, game consoles, lettori mp3, smartphone) usando lo stesso olio di cottura che resista abbastanza a lungo per cuocere un google di Cheesy Poofs.

Al di là delle pippe creative che ci faremo per acchiappare 'sto target, al di là che sti ragazzini sgamati sono sempre in rete e li lì trovi se vuoi vendergli le Cheesy Poofs, al di là che piccoli Eric Cartman che si fanno infinocchiare ce n'è pochi, al di là di tutto ciò, mi chiedo:

Se i ragazzini da 9 a 17 anni sono uno "strano pubblico", come dice il corriere; se i ventenni che entrano ora a lavoro sono la "generazione Y", come dice il sole24ore, io CHI CAZZO SONO?

In attesa di nuove identità, mi firmo ancora Copyo.

[Foto: Eric Cartman - South Park, Colorado. He loves Cheesy Poofs]